Chi Siamo
MedWiki è uno strumento accessibile tramite la rete che ha il fine di facilitare la condivisione del materiale didattico, la collaborazione fra gli studenti ed anche la collaborazione fra gli studenti ed i docenti. Tutti gli studenti e tutti i docenti possono scaricare sul proprio computer gli oggetti memorizzati in MedWiki e possono a loro volta aggiornarlo ed arricchirlo introducendo documenti di qualsiasi tipo, ivi compresi brani audio o filmati.
Poiché l'iniziativa è nata nell'ambito delle attività del corso di informatica, tocca al sottoscritto, docente di tale corso, scrivere questa introduzione. Verso la fine viene descritto con precisione il ruolo circoscritto del docente nella gestione di MedWiki.
Fatta eccezione per la scrittura di questa introduzione, il sottoscritto figura nel sito MedWiki come un utente qualunque che si chiama “arf”.
Andreas Formiconi
Il contesto
MedWiki è nato nell'ambito del corso di laurea in Medicina e Chirurgia della Facoltà di Medicina di Firenze. Recentemente si sono uniti anche gli studenti del corso di laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria. Speriamo che presto si possano coinvolgere anche studenti degli altri numerosi corsi di laurea della Facoltà. È inoltre evidente che le finalità dell'iniziativa possono essere valide per qualsiasi altro corso di laurea di questa o di altre facoltà.
Il problema
Il problema risiede nella difficoltà che gli studenti trovano nel reperire i testi su cui studiare. Vi è un gran traffico di fotocopie, sbobinature, presentazioni PowerPoint; traffico le cui tracce appaiono sui numerosi avvisi appesi nei locali della facoltà. Chi offre, chi cerca, chi presta, chi vende ...
La cosa ci ha colpito molto perché fra i ricordi positivi di chi scrive, non tutti positivi, degli anni di università (anni 70, corso di laurea in Fisica), c'è la preoccupazione dei docenti di allora che gli studenti disponessero di un testo strettamente attinente alle lezioni del docente. Migliaia di pagine dattiloscritte con le formule scritte a mano, spesso pagine interamente manoscritte, con tanto di disegni, grafici e indice, raramente fotocopie di capitoli di libri, raramente un libro, libro che era sempre stato scritto dal professore per i propri studenti e che aveva un prezzo molto contenuto.
Non stiamo qui a ricercare le ragioni del perché ora e qui sia così diverso: la fretta che tutti hanno, la materia diversa, l'apporto delle nuove tecnologie o cos'altro. Sta di fatto che parlando con gli studenti il disagio si sente. Prendiamo atto del problema e vediamo se possiamo tentare di risolverlo.
Lo strumento
Le nuove tecnologie forniscono strumenti con i quali si possono fare le stesse cose di prima in modo diverso oppure con i quali si possono fare cose nuove. Oggi ne abbiamo tanti di questi nuovi strumenti e molti sono straordinariamente potenti. Sfortunatamente, si ha l'impressione che spesso si tenda a subirli piuttosto che a padroneggiarli.
Sovente ci sfugge che, per sfruttare bene le potenzialità di un nuovo strumento, bisogna ripensare e cambiare il modo di lavorare, anche radicalmente a volte. La tendenza dominante invece è quella di utilizzare gli strumenti in modo immediato, tentando di alterare il minimo possibile le proprie abitudini. Non che non si possa così ottenere qualche vantaggio ma è probabile che si perdano delle buone occasioni.
Un esempio tipico è quello dell'impiego di materiale didattico “elettronico” con la comparsa di PowerPoint in molte lezioni e occasionalmente la redazione di documenti scritti in Word (esistono anche altri strumenti analoghi ma utilizziamo questi nomi commerciali perché entrati oramai nell'uso corrente). Poco altro. Nel complesso la montagna ha partorito il topolino. I vantaggi derivati dalla digitalizzazione sono decisamente modesti, anzi, forse sono annullati da qualche sostanziale peggioramento: per esempio dal fatto che talvolta gli studenti si ritrovano con un pacco di “slide” anziché con una dispensa. Un “pacco” in sostanza: la sequenza di slide viste a lezione può essere molto utile a corredo del testo, ma senza di questo sono inservibili per studiare.
La produzione, peraltro occasionale, di materiale in forma digitale rappresenta una macroscopica sottoutilizzazione della tecnologia, disponibile. Manca completamente l'apporto della rete. Internet è sulla bocca di tutti ma è citata frequentemente per sottolineare in positivo qualche brillante operazione commerciale o in negativo per stigmatizzare qualche fenomeno deprecabile: i ragazzi fanno le ricerche con “copia-e-incolla”, scaricano roba illegale, a volte porcherie, ci perdono un sacco di tempo. Bisognerebbe forse domandarsi se non sia la scuola ad essere inadeguata e a favorire l'uso imbecille di uno strumento che potrebbe essere straordinariamente utile.
Ebbene, è da queste considerazioni che è emersa l'idea di utilizzare uno strumento Internet per la condivisione dei materiali didattici. Lo strumento idoneo si chiama CMS: Content Management System. Si tratta di un sistema che consente ad una comunità di persone di sviluppare, distribuire e condividere documenti nonché di comunicare e discutere intorno a temi di interesse comune in una varietà di modi che può contemplare il forum, il blog o il wiki; vale a dire tutti quei metodi di comunicazione, i cosiddetti “nuovi media”, di cui tanto si parla e che hanno effettivamente generato alcuni fenomeni di vastissima portata e grande interesse. I documenti possono essere della natura più diversa: testi convenzionali, immagini, frammenti audio, filmati.
Tecnicamente, MedWiki non è altro che uno di questi strumenti adattato alle esigenze degli studenti della facoltà di Medicina e con lo scopo preminente di facilitare l'accessibilità al materiale didattico. Nello specifico, MedWiki utilizza il sistema XOOPS, uno fra i tanti disponibili nella forma di software Open Source. Si tratta quindi di un sistema che non ha comportato alcun onere economico.
Il principio ...
Abbiamo sin qui definito MedWiki ed abbiamo descritto il contesto in cui si colloca, la natura del problema ed abbiamo anche accennato allo strumento impiegato per tentare di risolvere tale problema. Potrebbe sembrare di avere detto tutto, seppur in modo sintetico. Invece no. Manca l'essenziale, manca l'ingrediente umano senza il quale la cosa non può decollare. Manca il riferimento a qualche valore capace di generare passione, entusiasmo. Qui il valore importante è quello della condivisione.
MedWiki non si riduce solamente all'adozione di uno strumento tecnico per risolvere un problema. L'esistenza di MedWiki rappresenta il risultato di un grosso impegno profuso per stimolare la fiducia nel valore della condivisione e per coinvolgere concretamente gli studenti inclini a credere in tale valore.
Come si caratterizza il valore della condisione nel nostro caso? La situazione attuale, nella quale il materiale per studiare circola sotto forma di appunti personali, fotocopie, file Word o PowerPoint passati di mano in mano casualmente, fotocopie e sbobinature acquistate nelle fotocopisterie o da altri studenti, libri più o meno costosi, è una situazione di scarsità di una risorsa fondamentale per lo studio. Invece un sistema nel quale ognuno di questi supporti, fatta eccezione per i libri, finisce sistematicamente in un repositorio dal quale tutti possono attingere liberamente e sul quale il materiale può essere incrementato, aggiornato e migliorato in modo continuativo, crea una situazione di abbondanza della medesima fondamentale risorsa.
Vi sono studenti che creano appunti e schemi di grande valore. Se ogni studente condivide con gli altri ciò che fa per se stesso , tutti si ritrovano un materiale che non avrebbero mai potuto realizzare da soli e che non sarebbe stato reperibile nemmeno “sul mercato”. Questa è uno delle magie che si possono realizzare con Internet, se presa per il verso giusto. Forse è più appropriato parlare di “miracolo”: ognuno dia del proprio nella misura che gli è possibile, senza creare danno a se stesso, e tutti ne avranno indietro in misura moltiplicata ... vi ricorda qualcosa?
Il libro rimane ovviamente fuori da un tale sistema di distribuzione e questo non ne sminuisce affatto l'importanza. Il libro rimane lo strumento fondamentale per la diffusione della conoscenza. Se uno studente decide di entrare in possesso di un libro importante per il suo studio, bene, anzi, forse meglio. Pensiamo tuttavia che ignorare la difficoltà che molti possono avere nell'acquisire un libro particolarmente oneroso, se non l'impossibilità, sia scorretto. Pensiamo che sia giusto che il pagamento delle tasse scolastiche includa tutti i supporti didattici necessari e sufficienti al conseguimento del titolo di studio. Il possesso di talento e volontà è scorrelato dalla condizione sociale. Se l'Università è veramente pubblica, deve fornire gli strumenti adeguati a tutti gli studenti.
Chi si occupa di MedWiki?
MedWiki è realizzato, gestito e mantenuto esclusivamente da studenti. Sono studenti entusiasti e volontari quelli che si sono fatti carico della scelta dell'ambiente software XOOPS, della sua installazione, adattamento e gestione. Sono i medesimi che, in questa fase iniziale, si fanno carico dell'introduzione nel sistema della maggior parte del materiale e, dove opportuno della digitalizzazione dei documenti cartacei mediante scanner.
A MedWiki collaborano studenti di estrazione molto diversa ed anche delle organizzazioni studentesche preesistenti. In particolare va segnalato il coinvolgimento dell'organizzazione “Per l'Appunto” che da vari anni svolge un prezioso lavoro di raccolta e distribuzione di appunti per il corso di laurea in Medicina ed anche dell'organizzazione degli studenti del “Collettivo” che dispone di una ragguardevole mole di appunti.
Ragazze e ragazzi con opinioni anche molto differenti, che magari sono attivi in contesti e organizzazioni diverse, riconoscono il valore universale della condivisione e lavorano insieme ad un progetto di interesse comune. Riteniamo che questo sia un evento importante e che valga la pena seguirne gli sviluppi e favorirli in ogni modo possible.
Come nasce MedWiki
L'iniziativa di MedWiki è sorta spontanea fra varie attività che vengono svolte nel contesto del corso di informatica. Per capire l'origine dell'iniziativa è necessario fare qualche commento sulla natura del corso di informatica.
Il corso di informatica di base, che è incluso nel programma del primo anno di quasi tutti i corsi di laurea, presenta delle caratteristiche particolari.
. ● È presente in corsi di laurea molto diversi fra loro
. ● La materia è estremamente ampia, fluida, in continua evoluzione ed espansione
. ● Le conoscenze della materia possedute dagli studenti all'inizio del corso sono enormemente variabili
Lo schema didattico convenzionale, con un numero fisso di lezioni nelle quali viene svolto un programma rigido, si attaglia poco a questa situazione. Per esempio è difficilissimo tenere il passo con la miriade di novità informatiche che travolgono, è proprio il caso di dirlo, gli utenti, che spesso preferirebbero forse un pochino più di stabilità! Oppure, è praticamente impossibile riuscire a fare delle lezioni che non risultino del tutto banali ed inutili per taluni e al tempo stesso incomprensibili ad altri. Vi sono studenti che potrebbero trovare lavoro in un laboratorio informatico e ve ne sono altri che vivono con l'ansia di “cancellare tutto”; non sono pochi né gli uni né gli altri.
In questa situazione, per certi versi disperante, è venuto spontaneo rimboccarsi le maniche e cercare dei metodi per superare queste difficoltà, o almeno per mitigarle.
Tentativo di approccio costruttivistico
La via intrapresa ha molti nessi con il pensiero costruttivistico. Uno degli esponenti più rilevanti di questo pensiero è Seymour Papert, matematico che ha dedicato gran parte della sua vita alla ricerca sui metodi di insegnamento e che è stato molto legato a Jean Piaget.
Il metodo convenzionale di insegnamento, prevalente in tutti gli ordini di scuole, è largamente inefficace. Si imparano tante cose e si fanno tanti esercizi ma i risultati in termini di formazione sono magri. L'inserimento in qualsiasi lavoro o professione evidenzia quasi sempre una sconfortante mancanza di autonomia e tutta una varietà di difficoltà derivanti da una conoscenza sostanzialmente didascalica e largamente sconnessa dalla realtà delle cose.
Può capitare per esempio (“Lettera ad una studentessa”, Renato Stella, “Nuova Dimensione”, Venezia, 2006, pag. 145) di udire, ad un convegno sul destino occupazionale dei laureati, il responsabile dell'ufficio personale di una multinazionale farmaceutica, a proposito dell'assunzione di neodottori in chimica e biologia, affermare che “... i miei canoni di valutazione delle credenziali e della carriera scolastica di un candidato non riguardano la votazione finale (a meno che non sia inferiore a un minimo di decenza media), né l'università di provenienza, né l'oggetto della tesi (a meno che non sia sperimentale e su argomenti di frontiera, ma in questo caso sarei in concorrenza con l'università stessa nel tentare di assumerlo). Sono invece interessato a considerare: la durata complessiva degli studi (quanto tempo ci ha messo per laurearsi che poi significa quanti anni ha nel momento in cui si presenta per il colloquio) e il possesso di caratteristiche extrascolastiche qualificanti”.
In sintesi, con il pensiero costruttivistico ci si preoccupa molto più di accompagnare lo studente nel processo di sviluppo di capacità autonome a discapito della “completezza dei programmi”. Gli studenti non sono considerati soggetti passivi nella cui testa versare la conoscenza, della quale i professori sono depositari indiscussi, bensì esseri naturalmente predisposti all'apprendimento autonomo, apprendimento che il docente guida fornendo stimoli e materiali appropriati. Un po' come accade al buon potatore di ulivo, che conta sull'attitudine innata della pianta alla crescita, adoperandosi a guidarla con il minimo di interventi appropriati.
I programmi. Programmi che saranno comunque destinati ad essere incompleti, data l'estensione crescente del dominio di tutte le materie. Programmi che finiscono per essere percorsi a ritmi dissennati che impediscono di riflettere e di cimentarsi con ciò che si è appreso. Grottesca è la mole dei libri di testo delle scuole medie, nevrotica la mania di “finire il programma”, ossessivo il ritmo dei corsi universitari, paradossalmente e insensatamente sempre più simili ai corsi di un liceo ... Se questa è la tendenza, allora è una chimera che si possano sviluppare capacità riflessiva, attitudine a domandarsi cosa ci possa essere dietro le apparenze, capacità di muoversi autonomamente, per non parlare di fantasia e creatività.
Tenendo conto di simili considerazioni, abbiamo cercato di creare quante più occasioni possibile di coinvolgere gli studenti in comportamenti e attività che vadano al di là della mera frequentazione delle lezioni, studio e sostenimento dell'esame.
La chiave di volta è stata l'adozione di una piattaforma di e-Learning, una variante dei Content Management System orientata alla didattica. Secondo la mania odierna di appioppare sigle ad ogni minima novità, questi sistemi si chiamano Learning Management System, LMS. Ma poco importa quale sia l'acronimo. Il fatto interessante è che con questi sistemi si possono immaginare un mucchio di modi per coinvolgere gli studenti. Nel caso dell'informatica questo approccio ha una duplice valenza, perché per condurre una qualsiasi attività bisogna utilizzare appunto uno strumento informatico e spesso si tratta proprio di strumenti che sono diventati molto importanti. Quindi non solo si esce dal torpore scolastico ma si impara anche ad usare qualcosa che potrebbe servire nel lavoro.
Fra le attività in questione si annoverano la partecipazione ad un Forum per sviluppare discussioni di ogni genere, l'uso di pagine Wiki dove gli studenti esperti di qualcosa possono arricchire i contenuti della piattaforma, l'esecuzione di test di autovalutazione o l'immediata possibilità di contribuire con correzioni, suggerimenti e domande, solo per fare alcuni esempi.
Tali sollecitazioni finiscono col generare fenomeni spontanei. Compito del docente è di essere vigile, pronto a cogliere l'eventuale potenzialità di questi fenomeni e alimentarli laddove possibile. È così che la costruzione di MedWiki è gemmata dalle attività del corso di informatica e si è formato un gruppo abbastanza stabile di studenti che vi partecipano.
Occorre menzionare il fatto che, altrettanto spontaneamente (anche noi professori siamo esseri umani in fin dei conti...), alcuni docenti hanno iniziato a frequentare MedWiki e a introdurre personalmente documenti di interesse didattico. È un evento che rientra perfettamente nello spirito dell'iniziativa ed è auspicabile che rappresenti solo l'inizio di una pratica destinata ad espandersi.
MedWiki e il corso di informatica
Forse è opportuno precisare quale sia il nesso fra MedWiki ed il corso di informatica e, in particolare, quale sia il ruolo del docente del corso, vale a dire del sottoscritto.
MedWiki è sostanzialmente indipendente dal corso di informatica. È gestito dagli studenti che si riuniscono periodicamente per condividere nuove idee, per discutere la possibilità di realizzarle e per distribuirsi le attività.
Il ruolo del docente sin qui è stato di:
● suggerire e rassicurare inizialmente sulla possibilità di realizzare qualcosa; ebbene sì, gli studenti sono così assuefatti all'idea di non avere possibilità di espressione, al di fuori del sostenimento degli esami, da dover essere rassicurati!
● lavorare per fare convergere nelle attività gruppi che magari proprio spontaneamente non comunicherebbero un granché; gruppi con obiettivi tutti condivisibili nella sostanza ma già contaminati “dall'alto” nell'attitudine a vedere l'appartenenza del prossimo a qualcosa anziché il prossimo stesso con la sua unica combinazione di ingredienti umani ...
● garantire l'osservanza del rispetto del prossimo, sempre e comunque (per la verità non c'è quasi mai stato bisogno di intervenire in tal senso), sottolineare ed enfatizzare, ove pertinente, il valore della condivisione e della ricerca dell'interesse generale
● ospitare le attività nell'aula informatica
● mettere a disposizione e integrare, laddove opportuno, l'hardware necessario; come già detto, il software non ha richiesto nessun onere in quanto open source.



